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La società sparente - di Emiliano Morrone e Francesco Saverio Alessio - Presentazione nel Palazzo Senatorio del Campidoglio - Roma, 1 ottobre 2007 - hanno partecipato: Stefania Campanelli - Angela Napoli - Ida Dominijanni - Franco Laratta - Aldo Pecora - Gianni Vattimo - fotografia: Carmine Talerico - © copyright 2007

PRESENTAZIONI

PREFAZIONE di Gianni Vattimo

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Francesco Saverio Alessio ed Emiliano Morrone, autori di La società sparente, Neftasia, Pesaro 2007 - fotografia: Francesco Saverio Alessio - © copyright 2008

di Emiliano Morrone e Francesco Saverio Alessio

Neftasia Editore, Pesaro 2007

The Disappearing Society

Scaricabile gratis La società sparente - di Emiliano Morrone e Francesco Saverio Alessio - Prefazione di Gianni Vattimo - All rights reserved © copyright Neftasia Editore, 2007 - Saggio sui rapporti fra cultura, ndrangheta e politica in Calabria

Autori Vittime della Penna - ITALIA - LA SOCIETÀ SPARENTE di Emiliano Morrone e Francesco Saverio Alessio - Neftasia Editore, 2007

Autori Vittime della Penna

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Italia

Emiliano Morrone e Francesco Saverio Alessio - Neftasia Editore, Pesaro 2007

Recensione di La società sparente - Ida Dominijanni su il Manifesto del 2 ottobre 2007 - su lasocietasparente.blogspot.com

in interiore homine habitat veritas - Agostino


Prefazione - di Gianni Vattimo

--Nel gennaio del 2005, Emiliano Morrone mi spedì per e-mail una lettera aperta pubblicata sul suo giornale, la Voce di Fiore. Con questa, appoggiato da giovani, mi proponeva come candidato sindaco nella città di Gioacchino da Fiore, dove nel 2004 ero stato per un congresso internazionale sull'abate.

La società sparente - Presentazione nel Palazzo Senatorio del Campidoglio, Sala Pietro da Cortona - Roma, 1 ottobre 2007 - da sinistra a destra: Stefania Campanelli - Emiliano Morrone - Angela Napoli - Gianni Vattimo - Francesco Saverio Alessio - Ida Dominijanni - Franco Laratta - fotografia: Carmine Talerico - © copyright 2007

La società sparente - Presentazione nel Palazzo Senatorio del Campidoglio, Sala Pietro da Cortona - Roma, lunedì 1 ottobre 2007 - da sinistra a destra: Stefania Campanelli - Emiliano Morrone - Angela Napoli - Gianni Vattimo - Francesco Saverio Alessio - Ida Dominijanni - Franco Laratta - fotografia: Carmine Talerico - © copyright 2007


--Con qualche perplessità, accettai, certo che non avremmo vinto ma che un po’ di movimento avrebbe aperto degli spazi politici.
--Soprattutto, mi intrigava il progetto, costruito dal basso e da giovani – non tutti. Mi appassionai sempre di più in campagna elettorale, nonostante un primo scetticismo dovuto all’esperienza.
--Mio padre era calabrese, di Cetraro, dove io stesso ho passato gli anni della guerra, restando segnato dal dialetto e dalle amicizie di là. Parlamentare europeo, la politica dei partiti e l’evoluzione del sistema italiano mi avevano fornito un’idea precisa dei contenuti e delle possibilità in gioco, sotto elezioni e dopo.
--Avevo avuto modo di confrontarmi con questo gruppo di giovani: li conoscevo, non rappresentavano un partito, si lasciavano guidare dalla passione, dai loro «eroici furori». Finito il mio intervento al congresso gioachimita, c’eravamo incontrati per parlare di «filosofia ed emancipazione». C’era anche un prete missionario, don Battista Cimino. Eravamo in un salone dei padri francescani, i ragazzi reattivi, attivi e decisi. Mi sembrava che ci fosse un terreno buono per seminare qualche speranza
--In Dopo la cristianità. Per un cristianesimo non religioso, avevo parlato a lungo di Gioacchino da Fiore, affascinato dalla «sua idea del carattere essenzialmente storico della salvezza».

'San

--San Giovanni in Fiore - Il Filosofo Gianni Vattimo con Emiliano Morrone Direttore de "la Voce di Fiore"

--I miei sostenitori raccontavano del degrado della sua città, San Giovanni in Fiore. Facevano analisi puntuali e interessanti. Era un gruppo robusto: cognizione, acume, coraggio, chiarezza. Non riuscivano a sopportare le politiche clientelari e le logiche mafiose della zona. Erano coscienti. Mi spiegarono che alcuni “traffici” locali avevano a che fare con importanti decisioni a livello regionale. Definirono San Giovanni in Fiore – oasi di assistiti dallo Stato e «fabbrica di emigranti» – come «riserva di consensi elettorali decisivi».

--Tra di loro, Emiliano Morrone e Francesco Saverio Alessio avevano raccolto dati e indizi su numerose anomalie e irregolarità nel posto. Tramite Internet, i due avevano iniziato una battaglia per l’emancipazione dei residenti, con una serie di basi teoriche non banali. Si riferivano al «pensiero debole» e, con vari collegamenti all’opera di Gioacchino, mi consideravano una figura idonea a promuovere con loro una trasformazione culturale àdel luogo.

--Con don Cimino, avevano sviluppato un discorso, anche teorico, sullo sfruttamento dei paesi poveri in condizioni di minorità, mettendo in mezzo Teologia della Liberazione, Hans Jonas, Robert Young e altri. Su la Voce di Fiore, avevano approfondito intervistando il collega Alfonso Iacono, molto attento al tema dell’«uscita dalla minorità». Insomma, avevano provato a isolare le ragioni del successo della Ndrangheta nel territorio, tentandone una lettura d’insieme.
--Oltretutto, avevano concepito l’alternativa, radicale. Suggestionati dall’utopia della giustizia di Gioacchino, da tempo teorizzavano il superamento dell’immobilismo locale con la creatività, la poesia e il culto della bellezza. Morrone e Alessio avevano studiato, in particolare, le cause dell’emigrazione di oggi, rapportandole a quelle del passato. Si erano basati su alcuni scritti di testimoni diretti della diaspora, lo psichiatra Salvatore Inglese e la scrittrice Anna Paletta Zurzolo. Il primo ne aveva descritto gli effetti sulla psiche dei residenti, spezzati i legami affettivi coi parenti emigrati. La Paletta Zurzolo aveva narrato la sua infanzia a San Giovanni in Fiore, vista da adulta canadese.

--Morrone e Alessio avevano quindi ripreso la materia, con la tendenza a recuperare – ma non in senso identitaristico – il patrimonio culturale della tradizione. Sgretolato, come i significati storici e politici dell’emigrazione, da una classe politica autoreferenziale e molto spesso cinica.

--Con pochi mezzi, grazie alla rete e a un forte senso critico, avevano divulgato le loro ricostruzioni – antropologiche, sociologiche e filosofico-politiche – della situazione locale, del «dominio mafioso delle coscienze». Erano riusciti a creare dei link con il contesto globale, utilizzando Internet come veicolo di denuncia e cassa di risonanza.

Stefania Campanelli ed Emiliano Morrone - La società sparente - Presentazione nel Palazzo Senatorio del Campidoglio, Sala Pietro da Cortona - Roma, 1 ottobre 2007 - hanno partecipato: Stefania Campanelli - Angela Napoli - Ida Dominijanni - Franco Laratta - Aldo Pecora - Gianni Vattimo - Emiliano Morrone e Francesco Saverio Alessio - fotografia: Carmine Talerico - © copyright 2007

Stefania Campanelli ed Emiliano Morrone - Presentazione de "La società sparente" nel Palazzo Senatorio del Campidoglio, Sala Pietro da Cortona - Roma, 1 ottobre 2007 - fotografia: Carmine Talerico - © copyright 2007

--A San Giovanni in Fiore tutto è sorprendentemente tranquillo. Rispetto alle immagini di sangue della Ndrangheta, c’è in apparenza solo una desolante immobilità. I rapporti professionali sono condizionati dall’amicizia –che non ha affinità con quella di Cicerone nel
--Nell’amministrazione pubblica, i sistemi della diretta conoscenza e della consegna brevi manu costituiscono la regola. C’è sempre un rapporto personale fra Stato e cittadino, Stato e utente. In un ambiente così piccolo e marginale, un osservatore esterno potrebbe concludere che non ci sono fatti di interesse generale.
--Nella mia breve esperienza a San Giovanni in Fiore, ho verificato che anche – e proprio – sull’espressione del voto c’è stretta vigilanza, imposizione. Esiste il modo di obbligare l’elettore a votare un particolare candidato. È un fatto di minacce sottili, difficili da dimostrare, di favori, diritti concessi per intercessione.

--La mia vicenda politica a San Giovanni in Fiore servì a riprendere gli animi di tanti, stanchi di subire, e non si esaurì nella sconfitta elettorale.

--Questo saggio di Emiliano Morrone e Francesco Saverio Alessio, dal curioso titolo La società sparente, evocazione del mio testo La società trasparente, nasce dalla stessa esigenza che li portò a costruire
--Assieme, hanno a lungo sperimentato la potenza di Internet, di cui si sono largamente serviti allo scopo di creare spazi culturali e politici per l’emancipazione dalla Ndrangheta.
--Per entrambi, l’«onorata società», come chiamano l’organizzazione mafiosa calabrese, non è solo una struttura – o uno Stato – che si muove contro la legge, sostituendola con la volontà di una «cupola». La Ndrangheta è, secondo Morrone e Alessio, un modo di pensare e agire, un atteggiamento proprio del calabrese, che la proietta come una sorta di mito, di ierofania.

Autori Vittime della Penna - La società sparente - di Emiliano Morrone e Francesco Saverio Alessio - Presentazione nel Palazzo Senatorio del Campidoglio, sala Pietro da Cortona - Roma, 1 ottobre 2007 - una veduta del pubblico- fotografia: Carmine Talerico - © copyright 2007

Autori Vittime della Penna - La società sparente - di Emiliano Morrone e Francesco Saverio Alessio - Presentazione nel Palazzo Senatorio del Campidoglio, sala Pietro da Cortona - Roma, 1 ottobre 2007 - una veduta del pubblico - fotografia: Carmine Talerico - © copyright 2007

 

--Il loro libro è un viaggio all’interno dei complessi meccanismi della politica locale, causa della facile e continua espansione della Ndrangheta. È un racconto di fuga dalla terra d’origine. Morrone, giornalista, è scappato dalla Calabria con la speranza di riuscire, da fuori, a raffinare l’indagine sui rapporti fra politica e Ndrangheta limitandone la carica oncogena.

--Alessio aveva adottato una strana forma di fuga, prima di andarsene definitivamente in Germania. Viveva in rete, pur abitando a San Giovanni in Fiore, isolato da tutti. A riguardo, c’è un suo articolo, molto intenso, in parte inserito nel presente volume. Si intitola Per un’ermeneutica del web. Un’escatologia florense contemporanea. In questo scritto, Alessio rende conto dell’isolamento personale, subìto e voluto ad un tempo. E parla della rivoluzione rappresentata da Internet, tanto per la propria sopravvivenza, quanto per la battaglia politica intrapresa, finalizzata all’emancipazione collettiva.

--Al centro di La società sparente è il fenomeno migratorio, tipico del Mezzogiorno, addebitato dagli autori a un preciso progetto politico, reperibile nella storia di San Giovanni in Fiore e della Calabria. In altri termini, l’emigrazione è qui considerata anche come soluzione per la difesa della (propria) libertà di opinione e della dignità personale. Se la ripartizione delle terre in Sila, l’autonomia dei contadini e l’occupazione delle masse furono la giusta meta dell’azione dei partiti, a un certo punto i loro ideali di sostegno della povertà e delle famiglie si usarono strumentalmente per la scellerata propagazione d’un assistenzialismo devastante. La fuga dalla propria terra, la fuga dalla Calabria, non ha impedito agli autori la prosecuzione della loro impresa, spesso vissuta come missione.

--Nel libro, la retorica è accuratamente cassata, a vantaggio d’una coraggiosa esposizione, che, oltre a contenere nomi e vicende legati al malaffare calabrese, ne è una spiegazione causale. Il punto di vista di Emiliano Morrone e Francesco Saverio Alessio non è viziato dal bisogno di dimostrare qualcosa. Non ha, cioè, quelle finalità politiche di certa informazione nazionale.
--Il loro lavoro si pone, quindi, come riferimento per una rilettura dell’emigrazione calabrese e meridionale. La Calabria, nonostante il progresso economico e i soldi ricevuti dall’Unione Europea, si sta spopolando paurosamente. Oggi, come ieri, l’emigrazione produce il vuoto politico. Dunque, l’auspicio è che, anche grazie al dibattito e ai collegamenti su Internet, sia proprio un rientro generale, dopo la «fuga», a produrre un'azione, effettiva ed efficace, contro la Ndrangheta.

'Gianni

Gianni Vattimo e Francesco Saverio Alessio - Presentazione de "La società sparente" nel Palazzo Senatorio del Campidoglio, Sala Pietro da Cortona - Roma, 1 ottobre 2007 - fotografia: Carmine Talerico - © copyright 2007

[...] A riguardo, c’è un suo articolo, molto intenso, in parte inserito nel presente volume. Si intitola


--In attesa di ulteriori intrecci nell’ampliamento dell’architettura dell'intelligenza connettiva che già si diffonde, auto-costruendosi, da Fiore alla Terra, pongo quindi come fondamenti filosofici per un’elevata qualità dell’esistenza umana e per un futuro migliore:
l’umanesimo nell’interpretazione della filosofia buddista di Nichiren Daishonin e la solidarietà, la carità, l’ironia, derivate dall’ermeneutica di Gianni Vattimo e dal pragmatismo di Richard Rorthy; grazie ad Internet ed al World Wide Web contribuisco all’edificazione della Piazza del Villaggio Globale di Derrick de Kerckhove trasmettendo ad altri quel che altri mi ha trasmesso al fine di favorire l’affrettarsi di una Escatologia Florense contemporanea come età dell’Interpretazione e dell’Intelligenza Connettiva.
--Il pensiero e le più alte sfere della conoscenza sono attività e processi continuamente derivati da se stessi, e alimentati da se stessi. La ricerca esistenziale e filosofica dovrebbe tendere al fine di migliorare se stessi per poter così contribuire fruttuosamente al miglioramento della qualità dell’esistenza e al raggiungimento della felicità dell’intero genere umano.
--Nell’età dell’interpretazione dell’intelligenza connettiva il pensiero non ha più luogo geografico o appartenenza proprietaria: è finalmente patrimonio dell’UMANITÁ.

tratto da:


II Festival internazionale della Filosofia in Sila - Serra Pedace 28 giugno 2007 - Silvana Mansio - 29/30 giugno 2007 - Emiliano Morrone - Derrick de Kerckhove - Francesco Saverio Alessio

II Festival Internazionale della Filosofia in Sila - Emiliano Morrone - Derrick de Kerckhove - Francesco Saverio Alessio - fotografia: Carmine Talerico - © copyright 2007


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Architecture of intelligence

Architecture for Connected Intelligence - Computer Science for art - Mediterranean Design: Ombre e riflessi a Rosyngibal - Rendering 3D - CAD ( Computer Aided Design ) - by Francesco Saverio ALESSIO - copyright © 2002


--1) L’intelligenza connettiva è un termine che uso per indicare l’impatto odierno di Internet sul pensiero umano. Allo stesso tempo, è un concetto che ha radici antiche, pre-verbali, addirittura applicabile al regno animale, solo che non era riconoscibile come tale. Questo per dire che le nuove tecnologie, tutte le nuove tecnologie ci danno semplicemente gli strumenti per analizzare questa condizione dell’essere umano. Siamo abituati a ritenere che il pensiero appartenga a una dimensione privata, e questo è il frutto di quel tipo di comunicazione specifico che è la lettura. Inoltre, il pensiero è considerato come il risultato di un qualcosa di "interiore", mentre il prendere la parola è immaginato come un atto individuale. Ma anche il dialogo fa parte del pensiero. Per questo ritengo che il pensiero sia un "linguaggio silenzioso", ma che la parola sia una forma di pensiero connettivo. L’intelligenza connettiva trova un suo naturale ambito nella connessione web, nella quale però il singolo ha la duplice possibilità di far parte di un gruppo senza perdere la sua identità e di avere un’identità senza perdere il senso del gruppo.
--Vorrei però precisare che l’intelligenza connettiva è differente dall’intelligenza collettiva di cui si scrive quando si affronta la comunicazione elettronica. In questo caso, l’intelligenza collettiva è legata a universi a senso unico in cui l’individuo si perde. L’individuo si perde, infatti, nel discorso televisivo, nel discorso radiofonico, esattamente come si perdeva nel discorso orale comunitario. L’intelligenza connettiva riguarda invece la possibilità di condividere il pensiero, l’intenzione e i progetti espressi da altri.

DERRICK DE KERCKHOVE - in un’intervista di Benedetto VECCHI - il manifesto, del 30 luglio 2002

  • Connected Intelligence

    Connected Intelligence is an innovative technology that can address the educational challenge of bringing students and teachers together to generate a range of solutions by utilizing the connective energy of knowledge networks (human and virtual).  It is based on the work done by Derrick de Kerckhove, Director of the McLuhan Program and KPMG's Electronic Markets Group.

  • Sito Web del Prof. de Kerckhove


San Giovanni in Fiore, è un centro urbano nato intorno all'Archicenobio Florens fondato da Gioacchino da Fiore.

Un tempo centro mistico e votato allo Spirito, nel cuore della SILA, sorge su di un massiccio montuoso al centro del Mediterraneo...

Francesco Saverio Alessio

Al centro del Mediterraneo: San Giovanni in Fiore fra le nebbie primaverili  Fotografia: Francesco Saverio ALESSIO, © copyright 2003

Letteratura - Filosofia - Arte - Architettura - Design - Web - Musica - Fotografia - Pubbliche Relazioni - Consulenza Artistica

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Arc normand XII siècle

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San Giovanni in Fiore, est un centre urbain né autour à l'Archicenobio Florens fondé par Gioacchino da Fiore. Une fois centre mystique et voté à l'esprit, au coeur de la SILA,

se dresse sur un massif montagneux au centre de la Méditerranée.

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San Giovanni in Fiore, is een stadscentrum dat eromheen de Archicenobio Florens is gebaseerd, ontstaan door Gioacchino da Fiore. Eens mystieke centrum en gestemd aan de geest, binnen het hart van de SILA,

zet zich op een bergmassief in het centrum van de Middellandse Zee.

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